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Hikikomori, il “ritiro sociale” colpisce soprattutto gli under 18

di Marinella Marino

Hikikomori è un termine giapponese che significa letteralmente stare in disparte. Viene usato per fare riferimento ad adolescenti e giovani adulti che decidono di isolarsi  dalla scuola , vivendo nella solitudine della propria camera da letto. Una specie di comfort-zone, solo che il tempo di rimanere in tale luogo è infinito. Dal momento che si tratta di un fenomeno che riguarda persone ritirate o disinteressate ad interagire con il mondo esterno, esso tende a rimanere invisibile al mondo esterno e, nonostante la sua grande diffusione, è ancora praticamente sconosciuto. E’ quindi importante che le istituzioni, soprattutto in ambito scolastico e sanitario, dedichino maggiore attenzione al fenomeno e si dotino di strumenti per fronteggiarlo.

L’insorgenza delle manifestazioni di ritiro sociale avviene generalmente nel periodo della preadolescenza, dell’adolescenza o della prima età adulta. Tuttavia, in alcuni casi, anche in età avanzata. Il ritiro sociale più essere più o meno intenso, a partire da sporadici rifiuti a partecipare ad eventi mondani assenze scolastiche saltuarie, fino a forme di isolamento sempre più severe e totalizzanti.

Tra i principali campanelli di allarme possiamo identificare: ritiro scolastico; disinteresse nelle interazioni reali, specialmente con i coetanei; inversione del ritmo sonno veglia; auto-reclusione nella propria camera da letto; preferenza per le attività solitarie. L’hikikomori colpisce soggetti di entrambi i sessi, con particolare incidenza per quello maschile. L’isolamento può durare alcuni mesi o diversi anni e generalmente non si risolve spontaneamente.

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